mercoledì 29 aprile 2015

Acquerelli romani 
di Francesco Pagnini
in mostra

14 - 17 Maggio 2015
Atelier Piazza Dante 17 - Roma
ore 17,30 - 20,30



Ultimi piani dai 4 Coronati 1994

mercoledì 22 aprile 2015

Albisola - San Niccolò
(1990)



Carta Fabriano buccia d'arancia

Il soggetto è classico. La composizione, quel sovrapporsi di volumi con colori diversi, è unica. Vorrei tornare e riprovare a ritrarlo. 
La carta e i colori hanno subìto l'ingiuria degli anni.

martedì 21 aprile 2015

Villa Borghese - Casina Valadier
(domenica, 6-6-13)


Casina Valadier, dopo una vita

Carta Fabriano, 23x31cm  300gr  grana fine

Il centro dell'acquerello si trova per me nel punto d'incontro tra il verde del cespuglio, il mattone della villa e l'azzurro del cielo. Le tre macchie di colore sono accese e danno risalto a tutto il disegno. La chiazza azzurra sembra uno strappo nel foglio e fa vedere oltre il bianco della carta. 
Mi fa riflettere, invece, sulla mia solita reticenza a spingere sul blu del cielo: che forse è dovuta a paura di rovinare l'effetto di un disegno già e appena finito, a cui mancherebbe solo un cielo. A volte mi dico che il cielo è una "rifinitura" banale, un'operazione che fanno tutti i bambini nei loro disegni: "hai fatto il cielo?"

Come in tutte le cose di espressione di se stessi, bisogna osare, spingere: questo assicura già il raggiungimento di una buona metà dell'effetto sperato: così nella pittura, come nella musica (soffiando in modo deciso nel sax, il gioco è già fatto per metà!). Certo dipende da stati d'animo, dalla carica del momento, oltre che dal carattere. Vis fisica versus vis contemplativa. 

domenica 19 aprile 2015

Giardini di Via Bolognese
Firenze -14 febbraio 1988



Carta da acquerelli leggera a buccia d'arancia.

Primi tentativi di soggetti classici. Molto disegno, poco colore e ancora meno acqua. Ma alla fine, l'ho rimirato per mesi



sabato 18 aprile 2015

Edicola a Via San Sebastiano



Porta San Sebastiano alle mura aureliane


Porta Ardeatina
(18 aprile 2015)



Carta Fabriano 31x23cm 300gr grana fina

Ritorno alle Mura aureliane. Riprendo la carta Fabriano liscia. La differenza rispetto alla Winsor & Newton a buccia d'arancia, al momento del passaggio del colore, è grandissima. Applico, su tutta la metà destra del disegno, il pigmento(ocra/arancio leggerissimo) molto liquido, per creare una base di umido sul foglio. Vorrei delimitare le parti in ombra da quelle illuminate ed evitare che i colori debordino, come mi è successo con la carta a buccia d'arancia. In realtà l'aria calda e la carta Fabriano asciugano immediatamente il colore, per cui il rischio è l'opposto, e cioè che tra uno "scomparto" e l'altro si crei una demarcazione troppo netta e che, sovrapponendo le tinte, si scorgano le velature, create dalla sovrapposizione su una superficie già asciutta. Tutto sta a fare presto, buttare colore su colore, finché la carta è ancora umida.
Il marmo bianco delle architravi della Porta è reso semplicemente dal bianco della carta.   



Sono seduto sul basolato romano, di cui non sapevo nulla. Passano tre turisti americani e mi chiedono se il muro che sto raffigurando è un acquedotto. Poi mi fanno una foto.
Passa un uomo, che dice tra sé, ad alta voce, "la strada è la più grande maestra".
Passa un altro uomo. Mi dice che sono seduto sul tratto della vecchia Via Ardeatina, che ho fatto una bella scelta e che la porta di fronte a me è la Porta Ardeatina. Anche lui lo sa da poco tempo.
Mi accorgo delle macchine che salgono dalla Colombo e, all'altezza della residenza diplomatica di Germania, girano a destra verso Via Gallia.


Al semaforo compro i fazzoletti da quel signore lì. Vive a quell'incrocio da almeno 22 anni, cioè da quando sono passato di lì con la macchina per la prima volta. Corre verso le macchine con il mento all'insù, alcuni dai finestrini lo chiamano.  Vende fazzoletti e arbre magique. E' quasi senza voce, credo per tutto quello che respira.

mercoledì 15 aprile 2015

Porto di Savona
(2014)



Carta Winsor & Newton 15x21cm 300gr grana fina

Effetto "pieno sole": basta la macchia viola sul palazzo rosa. Macchia netta, ben delimitata, ottenuta con un solo passaggio di colore, coraggioso e deciso.

domenica 12 aprile 2015

Spiaggia romana ai cancelli
(2012)



Carta Winsor & Newton 15x21cm 300gr grana fina

Su questo formato piccolo ho giocato con il colore e con le righe. Credo che sulla spiaggia di Castelfusano non potessi dare di più...

sabato 11 aprile 2015

Muro aureliano
a sinistra della porta
(11 aprile 2015)


Carta Winsor & Newton 30x21cm 300gr grana fina (?)

La carta ruvida a buccia d'arancia utilizzata è ideale per disegnare queste superfici piane,  monumentali. L'effetto si gioca tutto sul "minestrone" di colore: passare una mano di tinta di base, molto liquida ma leggera (cioè non carica) e, più in fretta possibile, aggiungere colore più scuro nei settori in ombra o in quelli che si vuole far risaltare. In questo modo le colorazioni si mischiano, si amalgamano e, soprattutto, non si vedono le sovrapposizioni di colore. Le sovrapposizioni infatti creano quell'effetto di asciutto...che non va bene. La carta a buccia d'arancia tiene meglio il colore liquido: è vero che lo assorbe velocemente, ma la carta si mantiene umida per tanto tempo...e permette di ottenere l'effetto "minestrone". Con la base ancora umida si possono passare a pennello colori diversi, potendo raggiungere sfumature, virate dall'ocra al violetto, ecc. La difficoltà sta nel riuscire a non "invadere" con il colore gli spazi separati, come, in questo caso, i diversi lati delle mura, che devono mantenere tinte diverse.

Non ho trovato posto sulle panche di mattoni, già occupate dalle frequentatrici abituali di questa parte delle mura. Così mi sono seduto sul bordo del marciapiede, a pochi metri dalla fermata del 160. Qualcuno passava a chiedere  qualcosa. Sentivo le voci di persone straniere parlare italiano. Certe volte, fare un acquarello è un'esperienza di vissuto, vissuto di altri che ti accettano. Un po' come andare a dipingere o fotografare casa loro. Quando mi rivolgevo nella loro direzione, essendo sulla direttrice del mio punto di vista sulle mura, provavo in principio disagio. Solo per qualche momento, però. E poi, lì seduto a pochi centimetri da terra, mi sentivo a un livello più giù di loro.

Le mura sono un luogo fantastico. Oggi, percorrendole per chilometri, pensavo che fossero la parte più bella di Roma, come può essere bella, rilucente e sensuale la pelle di una persona. Cambiano colore da un'ora all'altra, cambiano aspetto, età, epoca. Passando sotto Porta Latina ho proseguito sulla via che porta fino al Largo Amba Aradam. Sulla destra, poco dopo la Porta Latina, su una piazzetta nascosta, dopo il collegio Rosminiano, c'è San Giovanni a Porta Latina (e la residenza diplomatica del Giappone). Posti che non conoscevo e che vedevo per la prima volta come luoghi completamente nuovi, di cui non sospettavo l'esistenza. Scoprire a Roma luoghi così antichi e suggestivi è difficile, ma quando succede porta un'emozione inenarrabile!

mercoledì 8 aprile 2015

Sull'Amstel
(domenica 10 giugno 2007)



Palazzo pubblico lungo la riva sinistra dell'Amstel.

Il viola scuro, il grigio o il blu foncé, sono i colori delle tegole dei tetti di Amsterdam. Sulla carta liscia a grana fine è possibile colorare e riempire uno spazio con pochi colpi di pennello. Così, per colorare la guglia mozza della torretta e il tetto del palazzo alla sinistra (e la facciata triangolare), basta passare una sola volta il pennello con decisione.


Alle spalle di questi palazzi abita la mia amica poetessa Elizabeth.

mercoledì 1 aprile 2015

Terzo giorno di fiera


Settembre 2006. Amsterdam delle meraviglie. Dal mio punto di osservazione su una panchina lungo l'argine.  Sul canale via vai di barche. Si fermano e indugiano a destra del ponticello. Da una barca all'altra persone si scambiano chiacchiere come in un porticciolo e l'atmosfera è quella distesa del venerdi sera. Aspettano e a un certo momento quella porticina nella casupola, quasi al livello dell'acqua, si apre e si sporge qualcuno che consegna qualcosa: pizze al prosciutto. Stessa cosa poco dopo, alla barca a fianco. Barche di legno, lucide, eleganti, con cordami spessi per bellezza, cuscini, timone d'acciaio. Penso che vorrei essere loro, ma quanto sono snob!