venerdì 24 luglio 2015

Isola di Bergeggi
Florian parla di asteroidi
30 12 2012



Oggi questo "bambino" è andato a vivere per conto suo. È entrato in un'altra famiglia e andrà a stare bene, ne sono sicuro. L'ho incoraggiato io, ma non me ne faccio una colpa. "Florian parla di asteroidi" è piaciuto, gli è stato dato un valore e gli sarà trovato un posto in una bella casa. Francesca mi ha detto che potrò andarlo a trovare. Quando sai dove e con chi vanno i bambini, allora è più facile staccarsi. Ed è una soddisfazione.
"Papà non sono sparito. Volo"
24 luglio 2015

sabato 18 luglio 2015

Costa, un addio?
(gennaio '92)



Ho già pubblicato sul blog una foto e una storia del Costa il 14 novembre 2014.

Sono affezionato a questo acquerello. E' l'ultimo che ho fatto del Costa del Sol. Un addio, perché era malato e io partivo per Roma. 
Il teatro delle case intorno al brigantino rende l'idea di un angolo di Savona che non esiste più, almeno com'era allora. Il colore dei muri si fonde con le ombre, gli intonaci antichi, vecchi, il buio degli spazi tra le case . La nave ha il colore dei muri; e difatti era parte della piazza. E' sollevata, quasi in volo, appoggiata su impalcature di legni catramati. I due alberi superano l'altezza dei palazzi, li sovrastano e, come una bandiera, o una ciminiera, l'albero di sinistra dà origine al cielo, facendo sì che si muova nel vento.

Con il Costa, nasceva la voglia di esplorare i mari di Conrad tra me e i miei amici. Di noi non lo ha fatto nessuno, nessuno è andato oltre le Colonne. Io meno degli altri, potendolo fare. Ho preferito i comodi approdi, quelli dei pescherecci. Ho lasciato che il Costa evocasse un sogno. Questo sogno ritorna, per farmi pensare. E' un sogno. Diego Martin si è svegliato dal sogno e si è lasciato guidare: ha lasciato che i suoi piani cambiassero, che il percorso dettato dalla necessità venisse rettificato, cambiato radicalmente. E allora ha posato l'amico ad Algeciras, ha doppiato le Colonne ed è sparito, dicendo "non mi avranno mai, vivo".

Il Costa ho preferito dipingerlo. Dipingere i sogni, per possedere un sogno senza seguirlo. Strana cosa.

lunedì 13 luglio 2015

Porto di Savona con Costa
11 luglio 2015



Carta Arches alla prova del porto. Il sole è fortissimo.
Mi aspetta Marco alla spiaggia e finisco in fretta, senza ritocchi. Celebro il compleanno con l'acquerello

venerdì 10 luglio 2015

Centrale Enel e grattacielo nuovo


Savona è anche questo
Le due ciminiere sono due tratti. In quella di sinistra ho passato due colori diversi e il blu risalta all'ombra della ciminiera di destra.

mercoledì 8 luglio 2015

Isola di Bergeggi
30 dicembre 2012


Florian parla di asteroidi

La breccia bianca di Bergeggi è il posto ideale per disegnare. D'inverno. Non sarà mai freddo e le pietre calde al sole non saranno mai umide.

martedì 7 luglio 2015

Vienna - Kirche am Hof
(25-IV-2015)



Carta Winsor & Newton 30x21cm 220gr grana liscia

In realtà è un album da disegno per schizzi acquarellabili. E' per qualcosa di veloce, quando ho poco tempo. Il pennello scivola e lascia il segno, perché la carta assorbe poco. Invece della macchina fotografica uso gli acquerelli per fissare un particolare: linee barocche di chiaroscuro. Contrasto blu del cielo e ombre volute dall'architetto, quando ha immaginato la sua chiesa su questa bella piazza. Qualcuno poi ci ha sistemato delle comode panchine. Qualcun altro un'enorme voragine che porta ad un garage sotterraneo.

Non passa quasi nessuno. Disegno tranquillo

domenica 5 luglio 2015

Mura a Porta Metronia
domenica 4 luglio 2015



Carta Arches 23x31cm 300gr grana fine

Il sole e la luce sono troppo violenti per disegnare il cielo

martedì 30 giugno 2015

Porta Wolkonsky Maggiore


2 luglio 2015
Non resisto. Allora coloro l'albero.
Ci vorrebbe una Musa dell'autocritica, della flagellazione e dei titoli di coda: dimmi che è un pasticcio! dimmelo tu, pronùnciati. Un colore sempre più denso, giorno dopo giorno. Strati su strati per dimenticare quel cielo azzurrino e il cipresso bianco, amica Musa sei o nemica?



1 luglio 2015

Carico di colore alcune parti: cielo, palazzo sullo sfondo, ombre sull'acquedotto, spazi tra gli archi.
Tutto a casa sul tavolo della cucina, veloce. 
Non posso perdermi Alba


30 giugno 2015

Questa volta l'occasione è il latte di mandorla al bio in via emanuele filiberto. 
Proseguo verso porta maggiore, dopo il semaforo in senso vietato. Non so resistere alla sorpresa: panchine, un viottolo di asfalto tra la cancellata e gli archi e persone che chiacchierano sedute portando a spasso i pets. 
Un po' più in qua trovo la panchina ideale, libera. Nella panchina vicina si siedono due dopo poco. 
Il sole è ancora ben stampato e mi perdo negli archi sottili. L'unica sensazione "esterna" durante il lavoro è quella di essere intruso, vicino a quei due, che hanno da baciarsi e dirsi cose.

Ho lasciato lavorare il pennello con molta acqua. Mi sono davvero perso nei colori, nelle macchie bagnate, nella chiazza bianca degli alberi, su cui poi ho accennato una tinta leggera (avrei potuto lasciarli così, ma il colore dell'acquedotto era rimasto piuttosto debole e mancava di qualcosa). Insomma, questa volta l'acquerello l'ho dovuto "riprendere" un po'. 

Mi sono risvegliato che i lampioni erano accesi; quando ho finito non c'è più nessuno. O meglio, al di là dell'acquedotto un signore fuma in canottiera alla finestra, fumo anch'io lo saluto ma lui non se ne accorge. Due camper con i fari azzurri, con bandiera cinese king size e targa cinese parcheggiano a pochi metri: due famiglie di turisti che però se ne vanno subito.

Saprò dove tornare, ma un po' prima delle sette.
La Golino, l'Ucciardone, il dramma carcerario a S. P. in V. lo vedrò un'altra volta.



lunedì 29 giugno 2015

Pioggia a Piramide
Sabato 20 giugno 2015



Cercare un soggetto, trovarlo; cercare un punto di vista, un'angolatura, trovarla. 

Trovare bei soggetti da dipingere, a Roma, è sempre un'impresa. Mi sono affezionato ai tetti visti dalla terrazza condominiale, al campanile capitolino visto dal giardino degli aranci, alla torre delle milizie e al quartiere Monti, preso dal Campidoglio. Martignano.
Sono andato avanti così per anni, soggetto "unico". Dipende forse dalla comodità dell'appoggio (sedersi sulla sabbia, su una panchina in un posto poco frequentato, vicino o sul tetto di casa), poter disegnare e colorare quasi a memoria, prendersi la licenza di "innovare" il proprio stile lavorando più e più volte su una stessa idea con elementi nuovi.

Mi rendo conto ora di come ho faticato a cercare nuove fonti, solo all'idea di cercarle.

È successo qualcosa e ora non ho più paura. Potrei provare qualunque soggetto.

Sono uscito da casa, in bicicletta, con la Piramide nella mente, per la prima volta. Ho girato intorno alla Porta e a prima vista non ho trovato appoggi, o prospettive giuste. O macchine, o gente. 

Il rocco di colonna nell'aiuola mi ha portato in mezzo alla gente che vive lì, a due metri dalla Piramide, dove fa diverse cose: deposita materiali, fuma, parla, passa, usa come se fosse casa propria e forse lo è. Passo comunque inosservato e dopo poco si produce il sortilegio dell'acquerello e non vedo più niente se non il foglio e l'idea della Piramide che mi sono fatto in testa. La pioggia mi ha colto che avevo appena finito di colorare le nubi. Ho colorato Pyramid in pochi secondi. Forse non più di due minuti. Nel riparo sotto il portico della stazione per Ostia ho lasciato il disegno ad asciugare, fino a che non ha smesso di piovere quasi del tutto.
Il tabacco, il bisogno di un riparo, il freddo improvviso, mi hanno fatto sentire un po' parte dell'"umanità", di quella che popola quella zona, quell'angolo di mondo. E il disegno mi è piaciuto di più. Roma non è di tutti. È di chi vive in quel punto preciso della città. Sentirsi ospiti...Quella è un po' la sensazione di quando mi siedo in un luogo, anche se in disparte.

sabato 27 giugno 2015

Albisola Sup. 
Nel letto del Sansobbia
(1992)


Questa mattina sono passato a fianco del ponticello da dove, nel'92, ho preso questo water-snapshot. C'è ancora tutto. Nei pressi, in uno spiazzo controllato, dimora l'isola ecologica. Ho rottamato le casse pioneer comperate da Sperati nel 1981 con quanto avevo guadagnato durante l'estate, come aiuto-lavapiatti, all'hotel Ligure di Spotorno.