mercoledì 19 settembre 2018

venerdì 14 settembre 2018

Archi dell'acquedotto


Questa mattina ho preso il taxi per andare al lavoro. Si è fermato un tizio sui 60 in galabeya. Mi siedo sempre davanti. Ho intravisto una fasciatura al piede sinistro. Dopo un po' ha cominciato a parlarmi e mi ha mostrato il piede fasciato. Glie ne mancava un bel pezzo, tutte le dita e ancora mezzo piede. Dalla fasciatura spuntava la caviglia con una grande cicatrice. Ho capito che doveva andare all'ospedale. Che costava fluss, soldi, che lui non aveva. 
Insomma guidava il taxi senza poter schiacciare la frizione (quella che sta a sx insomma). Questo è quanto.
Questa sera tornando dal parco al buio seduto sul marciapiede l'uomo dell'AMA Arab vestito di verde era lì che non faceva niente. Viso scavato. Ci siamo salutati con il gesto convenzionale alzando la mano davanti al volto, sorridendoci.

sabato 8 settembre 2018

Gezira
8 settembre 2018


Il tramonto ingiallisce il foglio
L'odore di erba tagliata è forte, non è facile sentirlo al Cairo ma qui al Gezira si può. Ormai il tramonto scende veloce sui palazzi più alti a destra. Su quelli che ho disegnato, c'è il riflesso nelle finestre che danno a occidente. Una delle cose che mi mancherà quando me ne andrò da questo posto sarà il mango preso maturo nelle bancarelle per strada, nemmeno quello del supermercato che già è buono. La frutta qui ti ripaga di tante cose.
Mentre mettevo via il sax, al buio pesto sul campo da golf, mi ha sorpreso un tizio alle spalle, che voleva dirmi qualcosa. Insomma a lui e ai suoi amici era piaciuto sentire il sax, da lontano.
Qui a casa è andata via la luce per 3 volte.
Che mondo

venerdì 7 settembre 2018

 Albero giallo


Al parco Gezira sole dopo aver lavorato un po' questa mattina. Momento d intimismo. Chissà a cosa pensano quelle persone che stanno tutto il giorno al bordo del marciapiede, come l'uomo-gandhi o la signora grassa che vende i fazzoletti di carta e tanti altri che stanno lì seduti. A cosa pensano? A cosa pensano tutto il tempo. Eppure penseranno, come me, cose diverse ma ugualmente importanti o non importanti. Però mi interesserebbe sapere cosa pensa un ...un arabo egiziano, che sta lì tutto il giorno, che il tempo per pensare ce ne ha


mercoledì 5 settembre 2018

Il colore di oggi è il giallo senape
la tazza di zenzero
che
dà forza e lucidità fino a tardi
Il colore della sabbia

Prima di finire a letto affiorano i cocci taglienti 
della giornata, come delle spine di riccio di mare
Conviene toglierli ora da dosso
perché
non facciano male durante la notte
e mi tengano sveglio

lunedì 3 settembre 2018

 L'uomo
che assomiglia a Gandhi questa sera sedeva sul bordo di una vetrina, invece che per terra appoggiato al muro
Lungo la strada, a un incrocio poco illuminato lungo la 26 Luglio, siedono per terra due, qualche volta tre uomini che di giorno puliscono le strade. Sono al livello della gleba. Potrebbero essere contadini, si può notare da come indossano una fascia stretta intorno alla testa, e da altri indizi. All'ora in cui torno dall'ufficio mangiano, per terra, pane che intingono in scatole di plastica. Hanno i piedi scalzi. Intorno a loro può succedere qualsiasi cosa. Hanno una tuta da lavoro verde con la scritta Arab Ama. Sono operai dell'AMA, agenzia municipale per l'ambiente di Roma, che 3 anni fa ha vinto l'appalto per la pulizia della città del Cairo. Anche i bidoni della spazzatura appesi ai pali sono gli stessi che abbiamo a Roma, di color verde bambù.

sabato 1 settembre 2018

 Gezira sunset


Questa mattina mi ha intercettato il fiorista ambulante.
A differenza di quello col collare, seduto o sdraiato, che legge il giornalelungo disteso sul marciapiede, questo - che gli assomiglia - è sempre in movimento.
Ha il suo laboratorio a 50 metri da casa mia, quando esco sulla destra. Ha un banchetto, una sedia e uno scatolone con i fiori sfusi. Al mattino (verso l'ora in cui vado in ufficio) compone i mazzetti di roselline, aggiungendo un po' di verzura. A un certo punto chiude bottega e si butta sulla strada (la trafficatissima 26 Luglio) e vende alle auto in corsa.
Ormai ci conosciamo e ci salutiamo abbondantemente. Ho cominciato a comprare i fiori per portarli alle colleghe, nei momenti di crisi. Capiterà una volta ogni paio di mesi (se la crisi ammette una soluzione negoziata). Ho cominciato a lasciargli sicuramente più del dovuto e così ogni qualche tempo il mio fiorista esige che io compri. Un giorno mi ha raccontato che si sarebbe dovuto sposare il giorno dopo, e allora ho comprato tutto lo scatolone, ma il giorno dopo era di nuovo lì.
Mi saluta in modo esuberante ("Basha,..basha..!!!"). Ultimamente non mi andava di passare di lì e ne ho approfittato per seguire una strada alternativa, che è sicuramente più diretta e meno trafficata. Ogni tanto mi vede a bordo del taxi e quasi mi ha inseguito.
Questa mattina, tornando a casa, mentre attraversavo la 26 Luglio rischiando la vita, mi ha bloccato sorprendendomi e mi ha fatto un sacco di feste, ci siamo dati la mano e ci siamo baciati sulle guance! Ho capito che voleva che comprassi tutta la partita, mi mostrava il cielo, ecc. Gli ho promesso che "bad boukra" (dopodomani) comprerò i fiori, dato che domani è giorno di missione. Ne approfitto per dare un po' di benvenuto alle colleghe di ritorno dalle ferie.
E' molto professionale nella sua attività: compunto prepara i mazzetti; quando ci salutiamo fa cenno ad alzarsi; quando mi prepara i mazzetti, li personalizza. Rose rosse per te. Credo che qualche volta litighi per il posto dove mette il banchetto, visto che è di fronte a un passo carrabile.